La decisione di implementare rapidamente la digitalizzazione è determinata dalla pressione percepita nel quotidiano. Sara Szabo ritiene che l’elevata mole di lavoro esiga l’utilizzo di strumenti moderni. I processi digitali sono già da tempo la norma nella vita privata, e dunque i sistemi informatici di vecchia generazione creano solo lavoro supplementare nella complessa quotidianità giudiziaria. Con i nuovi strumenti lavorativi digitali, il TAF vuole creare un ambiente di lavoro allettante e delocalizzato e soddisfare così il desiderio di mantenere la sua attrattività di datore di lavoro.
L’elevata pressione lavorativa in seno al TAF ci spinge a portare avanti la digitalizzazione a ritmo serrato. I nostri giudici e cancellieri vogliono strumenti di lavoro moderni.
Finora, spiega Sara Szabo, il modus operandi del TAF era ibrido: la conduzione del procedimento era sì digitale nell’applicazione specialistica, ma era comunque l’incarto cartaceo ad essere legalmente determinante. Per la digitalizzazione totale dello scambio di atti giuridici mancava l’incarto elettronico. La scelta a favore dell’applicazione dossier giudiziario (ADG) è stata consapevole, essendo esso un sistema collaudato e ottimizzato in Austria e che supporta il trilinguismo – un criterio centrale per il Tribunale amministrativo federale.
L’elevata complessità del pilotaggio è dovuta al fatto che il Tribunale amministrativo federale vuole testare e introdurre in parallelo l’applicazione dossier giudiziario, l’applicazione specialistica e la piattaforma justitia.swiss. Grazie alle interfacce tra i sistemi sarà possibile lavorare senza interruzioni mediatiche. Secondo Sara Szabo, l’obiettivo dei pilotaggi è che i giudici e i collaboratori partecipanti al pilotaggio imparino a utilizzare quanto prima i nuovi strumenti di lavoro così da impratichirsi e da fornire i loro feedback per l’ulteriore sviluppo delle applicazioni.
Il processo di trasformazione comporta grandi sfide, così Sara Szabo. È importante avere a bordo tutto il personale. «Assicuriamo una comunicazione continua e trasparente sullo stato del progetto usando diversi canali (newsletter, intranet, scambi personali). Inoltre integriamo nel pilotaggio le persone toccate dai cambiamenti così da renderli partecipi.»
Dobbiamo attuare i cambiamenti nella giusta cadenza, da un lato per non sopraffare o perdere collaboratori, e dall’altro per garantire la continuità operativa.»
Il pilotaggio dell’ADG sta già ottenendo esiti positivi in diverse Corti e verrà gradualmente esteso. «Il nostro obiettivo entro fine 2026 è di avere diversi procedimenti interamente digitalizzati: con la piattaforma justitia.swiss, l’ADG e la nuova applicazione specialistica», spiega Sara Szabo.
Sara Szabo dirige il Segretariato generale del Tribunale amministrativo federale dalla fine del 2023. Di professione economista, ha conseguito un MAS in Trasformazione digitale presso la ZHAW School of Management and Law. Prima di giungere al Tribunale amministrativo federale, Sara Szabo ha lavorato presso un ospedale, un ufficio federale, un’azienda tecnologica e una rappresentanza diplomatica.
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