L’integrazione della piattaforma justitia.swiss nell’applicazione specialistica eGDD del Cantone Vaud è avvenuta in tre tappe. Innanzitutto si è utilizzato un prototipo per verificare se fosse possibile inviare e ricevere documenti affidabilmente attraverso la piattaforma. Si è proceduto poi ad adattare l’applicazione specialistica, a definire i ruoli e a formare gli utenti. Infine la soluzione è stata testata in condizioni reali presso il ministero pubblico, il tribunale distrettuale dell’est vodese a Vevey e gli studi legali partecipanti al progetto pilota. «Il progetto ha mostrato che l’integrazione via interfaccia (API) rimane complessa. Tuttavia, con un approccio strutturato e metodico, è fattibile», riassume Sébastien Berclaz, capo progetto del programma eJustice.VD. Dall’integrazione alla messa in esercizio, il progetto è durato complessivamente cinque mesi. Per il collegamento prettamente tecnico attraverso l’API ci sono volute solo poche settimane.
«Questo progetto pilota ha mostrato che l’integrazione via interfaccia (API) rimane complessa. Tuttavia, con un approccio strutturato e metodico, è fattibile.»
L’interfaccia consente di ricevere e di inviare la corrispondenza direttamente attraverso l’applicazione specialistica. In questo modo i documenti possono essere gestiti in un unico posto, senza dover cambiare da un sistema all’altro per lo scambio. Secondo Vivien Dubus, Product Owner del programma eJustice.VD, è qui che risiede un vantaggio fondamentale per gli utenti: «Le collaboratrici e i collaboratori restano nell’ambiente lavorativo abituale, mentre che lo scambio avviene in tutta trasparenza in sottofondo attraverso la piattaforma justitia.swiss.» Si riducono così le interruzioni mediatiche e l’utilizzo dei nuovi strumenti risulta più facile, a favore di un maggiore consenso.
Le esperienze tratte dal progetto pilota mostrano che il collegamento tecnico è solo una parte dell’impresa. È altrettanto importante avere processi professionali chiaramente definiti, un approccio a tappe e una comprensione comune delle possibilità e dei limiti dell’interfaccia. Per Vivien Dubus, quindi, per garantire la buona riuscita del progetto, il terreno va preparato già prima del suo avvio vero e proprio. Conoscere bene i propri processi e creare a tempo le basi giuste permette di affrontare l’introduzione in modo più mirato, con l’aiuto anche delle offerte di documentazione e supporto.
«Consiglio vivamente di iniziare al più presto con la pianificazione e di ben comprendere i processi professionali prima di avviare il progetto. Oltre all’aiuto delle offerte di documentazione e supporto, il successo dipende in particolare da una buona preparazione e da un approccio a tappe.»