Justitia 4.0 lancia il concorso di appalto per la piattaforma «Justitia.Swiss»

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Dopo ben due anni di lavoro concettuale, il progetto Justitia 4.0 lancia il bando di gara per la piattaforma «Justitia.Swiss» compiendo così un altro passo importante verso la digitalizzazione della giustizia svizzera. In futuro, la comunicazione elettronica e la consultazione degli atti avverranno tramite la piattaforma «Justitia.Swiss».

Due anni di fase concettuale

Nella fase di concezione, dal kick-off nel febbraio 2019, è stata data grande importanza al coinvolgimento più ampio possibile dei futuri utenti della piattaforma, in particolare i collaboratori dei tribunali e dei pubblici ministeri, nonché gli avvocati di tutte le regioni del Paese, al fine di garantire la futura accettazione della soluzione. L’impegnativo lavoro si è svolto in otto gruppi specializzati con circa 150 rappresentanti specializzati.

Sulla base dei requisiti dell’avamprogetto della Legge federale concernente la piattaforma per la comunicazione elettronica nella giustizia (AP-LPCEG) e delle esigenze degli utenti, la piattaforma è stata progettata ponendo grande enfasi sulla sicurezza informatica e la protezione dei dati.

 

Inizio della fase di realizzazione con l’acquisizione della piattaforma «Justitia.Swiss».

A seguito dei lavori preliminari, il bando di gara per la piattaforma «Justitia.Swiss è stato pubblicato il 21 luglio su simap.ch. È una procedura selettiva in due fasi. Secondo la pianificazione, le aggiudicazioni saranno fatte nel primo trimestre del 2022.

Un punto centrale nello sviluppo della piattaforma è quello di garantire che la futura società operativa di diritto pubblico mantenga il controllo dell’ulteriore sviluppo e dell’operatività. Pertanto, lo sviluppo e il funzionamento tecnico della piattaforma saranno realizzati in due lotti separati. L’archiviazione dei dati degli atti giuridici accessibili sarà obbligatoria in Svizzera, e potrà avvenire a scelta in modo centralizzato (presso l’operatore tecnico della piattaforma) o decentralizzato (presso l’operatore tecnico del Cantone o del tribunale). Lo sviluppo si svolge secondo i principi della procedura agile, anche per poter apportare eventuali aggiustamenti dai primi test pilota e dai risultati delle consultazioni parlamentari sulla LPCEG.

Non fanno parte della commessa pubblica altri servizi necessari come il servizio di sigillo, il validatore o l’E-ID (cfr.: AP-LPCEG). La loro acquisizione è prevista da operatori «In-State». Dopo il rifiuto sulla legge E-ID, il progetto sta chiarendo con l’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) come una soluzione basata sul servizio d’identità stabilito dall’UFIT potrebbe essere offerta agli utenti professionali (specialmente gli avvocati) ove richiesto.

La piattaforma è progettata in modo tale da rendere possibile in futuro il cambio di singoli fornitori di servizi. In particolare, dopo l’entrata in vigore della LPCEG, dovrebbe essere possibile passare a un operatore tecnico statale se, per esempio, ciò dovesse essere richiesto dal legislatore.

Dall’inizio del progetto, Justitia 4.0 si è preoccupata di garantire un alto livello di trasparenza. È stato quindi deciso che il design e il codice sorgente della piattaforma sarebbero stati disponibili pubblicamente. Il principio di apertura si è dimostrato molto spesso prezioso nell’informatica, specialmente nelle infrastrutture critiche per la sicurezza, recentemente anche nell’implementazione del certificato Covid da parte dell’UFIT.

Per la gestione complessiva del progetto,
Jacques Bühler & Vital Meyer